Una nuvola lenticolare dai bordi netti in un cielo blu al crepuscolo, con un bagliore ambrato sotto di sé, sopra una pianura scura

Cosa dice davvero Steven Greer sugli UFO

Niccolò Angeli ·

Nel primo articolo ho spiegato perché seguo Steven Greer come fonte principale sul tema della disclosure. Qui entro nel merito: cosa dice esattamente, perché lo dice, e quali prove porta. Una cosa da tenere presente leggendo: tutto quello che segue Greer lo afferma da decenni, e molte parti sono oggi confermate da testimoni sotto giuramento davanti al Congresso americano.

Tre cose diverse, non una

Il primo equivoco da sciogliere è linguistico. Quando i giornali parlano di “UFO” mettono nello stesso secchio fenomeni che non c’entrano nulla tra loro. Greer distingue tre categorie precise.

La prima sono i veicoli di civiltà extraterrestri autentici. Esistono, dice lui, e il punto su cui torna in ogni occasione è che “se fossero ostili, saremmo spariti quando abbiamo fatto detonare la prima bomba atomica” (8 maggio 2026, 21:46). Settant’anni di contatti, e nessuna invasione. Statisticamente, è già una risposta.

La seconda categoria sono i veicoli costruiti dall’uomo a partire da tecnologia recuperata da relitti di mezzi non umani. Greer li chiama ARV, alien reproduction vehicles. Vengono fabbricati, secondo le sue fonti, da appaltatori della difesa come Lockheed Skunk Works, Northrop Grumman, Raytheon. Vengono fatti volare in operazioni segrete, spesso senza che il presidente o il Congresso ne siano informati. E qui arriva la frase che, da sola, vale la pena ascoltare: “la maggior parte degli oggetti che vengono visti, fotografati, inseguiti dai nostri militari sono veicoli costruiti dall’uomo” (22:00). Il famoso “Tic Tac” inseguito dalla Marina nel 2004 e diventato virale qualche anno fa? Per Greer è un mezzo Lockheed, esiste in versioni operative dagli anni Sessanta (1:41:32). Il missile Hellfire sparato da un drone americano contro una sfera al largo dello Yemen, video mostrato in Congresso e diventato titolo di giornale? Fuoco amico: la sfera era nostra (30:35).

La terza categoria, quella che genera più confusione, sono quelle che lui chiama intelligenze transdimensionali. La fisica del viaggio interstellare, spiega Greer, non funziona come nei film. Per superare la velocità della luce non si accelera: si entra in uno stato di entanglement quantistico, dove ogni punto dello spaziotempo è collegato a ogni altro, e il veicolo “scompare” da una posizione per “apparire” in un’altra. Durante il transito, il mezzo può attraversare dimensioni diverse pur essendo fisico. Fenomeni che sembrano “apparizioni” o “fantasmi” possono essere mezzi a metà transito. Greer è esplicito su questo: “non sono creature interdimensionali nel senso religioso. Sono civiltà fisiche con una tecnologia che noi non capiamo ancora” (22:50).

Tenere distinte queste tre categorie è la cosa più importante per non perdersi nei prossimi mesi.

La vera posta in gioco: l’energia

A questo punto la domanda diventa: se è tutto vero, perché tenerlo nascosto? La risposta di Greer non evita il punto. La segretezza, dice, ha poco a che fare con gli alieni in sé. Il vero motivo sono le tecnologie che li hanno portati qui.

Un mezzo che annulla la propria massa, che sfrutta quella che la fisica chiama “zero point energy”, non ha bisogno di petrolio, gas, carbone, nucleare. “Se la tecnologia che fa volare un UFO, anche solo quella reverse-engineered dalla vecchia azienda di mio zio, Northrop Grumman, diventasse pubblica, avremmo un’energia che viene direttamente dal campo quantistico che ci circonda” (43:47). Greer ha calcolato in conferenza, a voce alta, l’ordine di grandezza: da mille a duemila “trillions” di dollari (nella scala americana, mille miliardi ciascuno) di capitali legati al settore energetico tradizionale che diventerebbero obsoleti (3:15).

Questo è il motivo per cui, secondo Greer, esistono “due governi”. Quello che si elegge e si nomina, e quello che lui chiama “governo ombra o segreto, che è quello che gestisce davvero questo dossier”. Precisa subito: “non è una teoria della cospirazione, è un fatto, e lo possiamo dimostrare” (7:25). Il punto di rottura, sempre secondo Greer, risale al 1955-56: il presidente Eisenhower perse il controllo dei programmi quando un gruppo “tradizionalmente fuori dalla catena costituzionale di comando” si staccò e cominciò a operare per conto proprio (2:06:25).

Non serve essere d’accordo con tutto Greer per riconoscere che, su questo, dice la stessa cosa che disse Eisenhower stesso nel discorso di addio del 1961, quando avvertì gli americani contro “l’influenza non garantita, cercata o non cercata, del complesso militare-industriale”. Greer riprende esattamente quel discorso in conferenza (19:49).

Le abduzioni: un’operazione psicologica

Una delle tesi più radicali di Greer riguarda la mitologia delle abduzioni. Persone strappate dalle loro case durante la notte, esami invasivi, ricordi traumatici di “grigi” o creature rettiliane. Per Greer, la stragrande maggioranza di questi casi va attribuita a operazioni di guerra psicologica condotte dagli stessi programmi neri di cui sopra, non a extraterrestri. Vengono usati ARV e quelle che lui chiama PLF, “program life forms”: esseri biologici prodotti in laboratorio combinando DNA umano con materiale genetico recuperato da civiltà non umane (1:38:29).

Sembra fantascienza, e nel formato di un articolo non posso ricostruire tutta la documentazione. Vale però la pena segnalare due fonti specifiche, perché non vengono da Greer. La prima è un documento della CIA del 1985, acquisito dal ricercatore Jacques Vallée, in cui l’agenzia ammette l’uso di “UFO costruiti dall’uomo con creature di aspetto alieno” per effettuare abduzioni in Brasile e Argentina come “esperimenti di guerra psicologica” (1:33:11). La seconda è un memo del 1953 del direttore della CIA Walter Smith che parla esplicitamente del “valore di guerra psicologica” del tema UFO, mostrato in conferenza (1:34:18). Non sono affermazioni di Greer. Sono documenti CIA.

Il livello che quasi nessuno guarda

Qui entriamo nel territorio che a me, più di tutto il resto, sembra il vero cuore della faccenda. Le abduzioni messe in scena, i video falsi, le creature da laboratorio, non sono trovate isolate. Sono parte di una strategia molto più ampia che opera su un terreno specifico: la coscienza umana collettiva.

Chi gestisce questi programmi conosce un principio che la cultura ufficiale tende a trattare con sufficienza: la coscienza umana co-crea l’esperienza della realtà. Dove poniamo l’attenzione, cosa nutriamo con la nostra emozione, quali immagini lasciamo radicare dentro di noi: tutto questo contribuisce a formare il campo dentro il quale la nostra specie sperimenta il mondo. Le tradizioni spirituali lo dicono da millenni. La fisica quantistica lo sta ridicendo con un altro linguaggio. Chi opera nei programmi neri lo sa benissimo, e lo usa.

Da qui un dato che vale la pena osservare con attenzione: la stragrande maggioranza dei film hollywoodiani che riguardano gli extraterrestri li dipinge come ostili, predatori, invasori. Pandemie, distruzione planetaria, schiavizzazione di massa. Quanti film popolari, in confronto, propongono il contatto come incontro pacifico tra civiltà che si riconoscono? Pochissimi. Lo stesso vale per le notizie: le storie che attivano paura passano più facilmente di quelle che aprono speranza. Non è solo questione di audience. È una semina sistematica. Quando un’intera generazione cresce con l’idea che “se vengono, ci distruggono”, quella generazione vota inconsapevolmente per una versione di realtà coerente con quella paura.

Greer è esplicito su questo: l’ostilità che alcuni temono non viene dagli extraterrestri, viene da chi vuole farci pensare che vengano. È una manipolazione che richiede di essere riconosciuta per quello che è, soprattutto adesso che il tema diventa pubblico.

Un testimone, un caso concreto

Per non restare sull’astratto, prendiamo un singolo testimone presente alla conferenza dell’8 maggio. Michael Herrera, marine americano, schierato in Indonesia nel settembre 2009 dopo un terremoto. Sotto giuramento, Herrera racconta di aver visto un velivolo ottagonale di fabbricazione umana, con rivetti e cuciture visibili, atterrato in una radura. Sotto il velivolo, container caricati su una piattaforma sollevabile. Dentro i container, secondo quello che Herrera ricostruisce attraverso fonti successive, persone reclutate da paesi del terzo mondo per programmi di “asset psionici”, esseri umani trafficati perché ritenuti “più evoluti sul piano della coscienza” (1:22:00 e seguenti).

Herrera ha già testimoniato all’AARO, al Senate Select Committee on Intelligence e al Senate Armed Services Committee. Si dichiara pronto a deporre sotto giuramento davanti al Congresso in pubblico. È identificato, ha nome e cognome, ha avuto ritorsioni concrete. Questo è il tipo di testimone su cui si costruisce un caso giudiziario, non un articolo di internet.

Un oggetto fisico in Colombia

L’ultima cosa che merita spazio è la Sfera di Buga. A marzo 2025, nella regione di Buga in Colombia, una sfera metallica del diametro di circa trenta centimetri è caduta dopo essersi avvicinata troppo a una linea elettrica. Un contadino di nome José Arias l’ha raccolta. È rimasta in possesso di Jaime Maussan, giornalista investigativo messicano presente alla conferenza con Greer.

Sull’oggetto sono state fatte analisi tecniche. La resina interna è stata datata con il carbonio 14 dall’Università della Georgia: 12.560 anni (1:45:00). L’analisi metallurgica all’Università di Puebla mostra una composizione di leghe che non corrisponde a nessun materiale aerospaziale o industriale conosciuto, e contiene elementi in proporzioni che semplicemente non esistono nella produzione umana attuale. Le scansioni a tomografia computerizzata rivelano una struttura interna senza viti né cuciture, con fibre ottiche microscopiche dentro la resina. Quando è caduta pesava due chili. Dopo qualche giorno ne pesava dieci.

Un dettaglio importante: Greer ha annunciato in conferenza che una seconda sfera è stata recuperata pochissimo tempo prima dell’evento. Anche questa è in possesso del team di Maussan (1:50:04). È, secondo Greer, la prima volta nella storia moderna che un oggetto fisico di origine non umana viene acquisito pubblicamente e non sequestrato da squadre speciali del governo.

Cosa fare con tutto questo

Tre categorie distinte di fenomeni, una struttura di potere parallela che gestisce il fascicolo, una posta economica enorme, operazioni psicologiche che da decenni seminano paura nella coscienza collettiva, e un oggetto fisico misurabile. Questo è il quadro generale come lo presenta Greer.

Capire tutto questo è il primo passo. Il secondo è quello che mi interessa di più, e riguarda noi. Cosa significa, per chi cammina su un sentiero di consapevolezza, vivere questo momento storico, e perché la meditazione (in particolare la meditazione di gruppo) ha in questa fase un ruolo concreto, non simbolico. Perché se la coscienza collettiva co-crea la realtà, allora dove la posiamo conta davvero. Ne parlo nel prossimo articolo.


Articolo 2 di 3 sulla disclosure UFO.

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