Figura di luce e fuoco, bianca e dorata su sfondo rosso, che regge una spada luminosa e lancia un raggio verso l’alto

Solstizio d'Estate 2025

Niccolò Angeli ·

“La luce della verità è così accecante che spesso ci rifugiamo all’ombra dell’ignoranza”

Il mio amico Ariel, che è tornato a casa ormai da parecchi anni, un giorno mi disse una frase che suonava così. Avevo forse 15 anni, e quell’immagine è rimasta impressa in me fino a oggi… un gregge di umani, tutti assetati di luce, ma il sole è così cocente che presto corrono via a rifugiarsi tra le ombre.

L’energia dell’Estate mi ricorda sempre che per quanto io possa avere sete di Verità, quella luce può accecarmi facilmente se non mi preparo in modo adeguato.

E questo “prepararsi” è diverso per ciascuno, ma in generale riguarda uno spogliarsi graduale dal superfluo, abituandosi poco a poco ad accettare maggiore dosi di Luce. Abbronzandosi, ma gradualmente :)

Il solstizio d’estate non è solo il giorno più lungo dell’anno, ma un momento sospeso in cui la luce smette di crescere e resta immobile, come se volesse guardarci negli occhi. È un attimo silenzioso, eppure carico di potenza.

Il Sole, al culmine del suo viaggio, ci invita a fermarci anche noi, a chiederci se stiamo davvero camminando verso ciò che conta.

Astrologicamente inizia il segno del Cancro, l’acqua della memoria, del sentire, della casa interiore. Ma dentro questo passaggio scorre un fuoco profondo, meno visibile ma più essenziale: il fuoco della verità. È la fiamma che non consuma, ma che illumina. Quella che non accende fuori, ma dentro. Il solstizio è questo: luce piena che ci costringe a guardarci, senza più filtri. Non c’è più spazio per nascondersi dietro ciò che non ci somiglia.

In questo tempo, la presenza di Miha’el si fa più viva. L’arcangelo guerriero, simbolo del fuoco spirituale, ci invita alla coerenza, al coraggio, alla volontà. Ci chiede di tagliare ciò che ci allontana da noi stessi, di difendere ciò che è vero, anche quando è scomodo. Miha’el non punisce: chiarisce. Non comanda: orienta.

Forse questa energia non ci chiede di fare di più, ma di essere più autentici. Di smettere di inseguire e cominciare a sentire. Di lasciar cadere ciò che ci appesantisce, anche se lo abbiamo chiamato “necessario” per troppo tempo. È una soglia: oltre c’è uno spazio nuovo, ma dobbiamo attraversarlo leggeri. Non serve alcun rito esterno, solo la disponibilità a farci attraversare da questa luce piena, senza opporci.

E allora, in questo punto fermo che contiene un inizio, ci chiediamo: cosa sono pronto a lasciar andare, perché qualcosa di più vero possa cominciare?

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